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L’ECOMUSEO DI ARTE RUPESTRE

Nel processo di una modernizzazione del concetto museale, ArtePreistorica vuole evidenziare la via dell” Ecomuseo di arte rupestre, perché la straordinaria quantità di pensiero primitivo ”disteso” su roccia, rappresenta, come dice Dimitriadis, autore della presentazione degli Ecomusei, ”un dono dell”umanità all”uomo moderno”.
”La natura selvaggia (e il patrimonio culturale, n.d.r.) è sia una condizione geografica che uno stato d”animo. Fa parte dell”eterna ricerca delle verità che spinge l”uomo alla continua ricerca di se stesso e del suo creatore.” (”Wilderness Law”,1964).

Introduzione
Le parole Museo e Museologia traggono origine da Mnemosine, dea della memoria. Figlia di Gea e Urano, sposa di Zeus, secondo il racconto mitologico. Oggi, stando alla definizione dell”American Association of Museum, si definisce Museo ”an organized and permanent non profit institution, essentially educational or aesthetic purpose, with professional staff, which owns and utilizes tangible objects, cares for them and exhists them to the pubblic on some regular schedule”(1) .
Dunque, si dà enfasi al processo di trasmissione del messaggio, Altri sottolineano, nella loro definizione museale, il museo dalle mille facce che ”tollera” la compresenza del passato e del presente, intrecciati a più livelli di realtà mnestica. In altre parole si preferisce definire tale istituzioni come la terra dei sogni (Prince D.R., 1985) (2) . Nel frattempo tra i due poli estremi si sono sviluppate delle correnti parallele: La Nouvelle Musèologìe nel 1982 in Massalia-Francia, è propensa a rielaborare la definizione degli americani dell”AAM come The Neighborhood Museum, cioè come un museo aperto verso l”esterno, verso la società civile. Nel 1989, una diversa linea di pensiero anglosassone, The New Museology, concretizza, giovandosi delle idee di Peter Vergo, il Museo come un luogo di rinascita sociale che agisce con l”amplificazione della memoria storica evitando la laicizzazione. Non un museo freddo, da evitare, ma punto di incontro(3) simile al vecchio museo civico italiano.

Definizione
Il termine Ecomusèe è del museologo George Rivière che attorno gli anni venti del XIX secolo fonda L”Ecomusèe di Le Greuzot. Secondo la sua concezione l”ecomuseo è l”evoluzione naturale del museo etnologico, ovvero luogo di riconoscimento dell”identità comunitaria e vetrina di presentazione dell”immagine della stessa comunità. Ma la vera fioritura, stando al Peter Davis(4) , è negli anni sessanta, proprio in Francia, sulla scia dell”evoluzione del movimento ambientalista che focalizzava la sua attenzione sulla valorizzazione del patrimonio etnografico territoriale. Le recenti teorie museologiche considerano il museo oggi, e quindi a maggior ragione l”ecomuseo, una funzione: il ”museo-programma” che si esplica nel ”museo-discorso”.
L”ecomusèe spiega come un determinato gruppo umano si sia sviluppato in un territorio, lo abbia trasformato nella storia e nell”ambito di un sistema tecnologico, come scoprire il suo passato per mezzo delle rappresentazioni e come esso stesso sia cambiato (Daccò, 2001). Nel caso dell”ecomusèe di arte rupestre, quel determinato sistema di rappresentazioni costituisce il corpo di arte rupestre presente, che si aggiunge -continua Gianluigi Daccò- alla concezione di patrimonio territoriale perché, appunto, è ”l”insieme di elementi di valore culturale” che diventano ”testimonianze materiali dell”uomo e del suo ambiente”, ”il patrimonio, la realtà e l”immagine dei beni della natura e dell”uomo”.

Infatti, l”istituzione ecomusèe include a priori due elementi fondamentali, nella definizione del prodotto ”patrimonio culturale”: quello dell”identità e quella del territorio. Non a caso si parla dei musei del territorio e di identità (Maggi, 2001). L”ecomusèe di arte rupestre può essere, probabilmente, l”unica alternativa all” ”effetto di omologazione culturale”, alla tendenza della cultura internazionale, bilanciandosi con l”effetto ”gravità” dell”identità locale. Esaltando le peculiarità del singolo territorio rurale. Proprio questa ”biodiversità” culturale fa sì che ogni ecomusèe di arte rupestre racconti, con il proprio linguaggio, le avventure umane lontano dalle concezioni di musèes de societé(5) .

Missione
Gli ecomusèes, e di conseguenza quelli dell”arte rupestre, basano la loro missione nello studio, la raccolta, la fotografia e l”esposizione dei documenti-petroglifi. Così, non essendo un ”luogo di deportazione artistica” dal contesto(6) promuove la conoscenza e il rispetto del patrimonio archeo-storico-etnologico del territorio ospitante. Come, brillantemente, aveva pensato il sociologo francese Pierre Bourdieu, il Museo è il ”capitolo culturale” di una società. La sua visita è un”istanza culturale. Nello stesso modo anche l”ecomusèes si inserisce come diaframma dell”alienazione culturale dei nostri tempi ovvero come, open air museum oppure working museum. In questi termini istituire un ecomuseo significa rivalutare la sua funzione di sistema-cerniera fra il limite urbano e il mondo rurale(7) , trampolino di sviluppo e crescita(8) tramite strategie eco compatibili(9) della comunità che lo ospita.

Il Museo della Riserva
Come tale si definisce la struttura che completa la Riserva, col ruolo di trasmettitore di cultura. Visitare un Museo è un esperienza unica e, nello stesso momento, affascinante. Richiede uno ”stato d”animo”, una giusta predisposizione mentale e psichica, implicante tre dimensioni:

1)La dimensione personale, composta dagli interessi e dalle conoscenze del visitatore;
2) La dimensione sociale, relativa ai rapporti che si sviluppano con noi stessi (nel caso possediamo una piccola collezione) e gli altri;
3)La dimensione architettonica, proposta come aspetto (dimensione e stile) dell”edificio, la disposizione del materiale espositivo, la ”gestione” dell”illuminazione, ecc.

Principale obiettivo della struttura Museo della Riserva è di integrare e gestire il prodotto culturale in maniera tale da esaltare le qualità del reperto stesso. Dunque, compito del gestore del museo è creare una dimensione umana in sintonia con il parco tematico che pulsa di vita ed emozioni preistoriche! Per dirla con un termine tecnico si tratta di mettere in atto delle sinergie per lo sviluppo del ”Museo relazionale o Museo Contemporaneo”. Cioè, potenziare la ”rete di relazioni” tra interno (personale e funzioni diverse e/o specializzate) ed esterno (il territorio e il mondo rurale), realizzando -scrive Fredi Drugman- la casa del collettivo. Compito del Museo è di diventare il polo culturale tramite la cooperazione a livello provinciale e nazionale, su programmi pilota che mirano alla stabilità ecologica ed economica dell”area rurale. Penso, per esempio alla possibilità di avvicinare al parco culturale d”arte rupestre i nostri concittadini più bisognosi che di norma rimangono nel margine: anziani, non vedenti e portatori di handicap. L”esperienza dell”ecomuseo offre loro anche la possibilità di ritrovare sé stessi, tramite l”affascinante scoperta dei simboli primordiali dell”umanità!

Gestione del rapporto Riserva/Museo della Riserva
Un”ulteriore particolarità dell”Ecomuseo di arte rupestre è il suo rapporto biunivoco con il centro di ricerca, annesso. Infatti, sia in Europa che nelle Americhe, la nascita dell”ecomuseo è legata dalla necessità di organizzare razionalmente il corso delle ricerche, mirando non solo alla corretta documentazione del reperto ma anche alla consapevolezza che l”arte rupestre è il dono dell”umanità all”uomo contemporaneo. Un dono che ve rispettato e protetto. Inoltre, compito della ricerca è organizzare il materiale acquisito in modo tale da tornare utile sia per la comunità scientifica che per il planning management del Museo. Nella strategia di sviluppo la conoscenza globale del sistema Riserva offre delle opportunità nella gestione integrale del prodotto culturale. Nell”orizzonte di tal rapporto il patrimonio culturale ambientale determina su questa area la presenza di un ”Sistema di Beni Culturali-Ambientali”, ovvero la sovrapposizione di più beni culturale e ambientali nel medesimo contesto che andrebbero letti ed interpretati. Vanno vissuti, promossi e gestiti in una visione unitaria al fine di renderli ”risorsa”, un ”bene-prodotto” caratterizzato dai sostantivi: ”sostenibilità”, ”compatibilità” e ”responsabilità”. Compito dunque, della ricerca è di associare al patrimonio culturale in merito un”immagine unitaria, cioè creare un ”immaginario collettivo” che renda immediato il valore, il senso, l”universalità del messaggio dell”arte rupestre.

Contemporaneamente, pianificare la ricerca e la domanda museale sia in scala temporale che territoriale, garantendo ottimizzazione del lavoro scientifico (penso in primis alle campagne-scavi estive) con la presentazione del prodotto finale tramite pubblicazione e relativa mostra, rinnovando e stimolando continuamente l”interesse del pubblico fruitore.

NOTE

(1) Teorizzando Juddith Spielbauer dice: ”Il museo non è la fine ma il mezzo. Le sue finalità comprendono l”intenzione di favorire la percezione dell”interdipendenza del mondo naturale, del mondo sociale e del mondo estetico; tale intenzione viene realizzata offrendo informazioni ed esperienze e facilitando la conoscenza dell”Io nel contesto e l”esperienza dell”Io grazie al contesto”.

(2) Prince D.R., The Museum as Dreamland,. International Journal of Museum Management and Curatorship, 4.

(3) Maffi I., Nuova Museologia, ICOM, Novembre 2000, n°3

(4) Davis P., Ecomuseums. A Sense of Place, Leicester University Press, London-New York, 1999

(5) ”I musée de societé sono, allo stesso tempo, musei di storia e di identità, musei tecnici e industriali, musei d”arte e di tradizioni popolari, che operano per far posto alle culture popolari neglette e minacciate, offrendo loro spazi ove ripensarsi, esprimersi e difendersi.” Cfr., Rasse P., Techniques et cultures au musée, Presses Universitaires de Lyon, 1997.

(6) Daccò G., Nuova Museologia, ICOM, Novembre 2000, n°4

(7) Gregorio M., Nuova Museologia, ICOM, Novembre 2000, n°4

(8) Interessante è l”annotazione di Maurizio Maggi, nella recensione del testo di Peter Davis riguardo lo strisciante conflitto fra concezioni diverse della mission dell”ecomuseo (ossia la contrapposizione fra gli obiettivi di sviluppo economico, quasi sempre legati alla valorizzazione turistica) ed il rafforzamento dell”identità attraverso il recupero delle radici storiche della comunità e della memoria (Nuova Museologia, ICOM, Novembre 2000, n°3)

(9) Dimitriadis G.,Εισαγωγη στη Βραχογραφικη τεχνη, di prossima pubblicazione.

(GIORGIO DIMITRIADIS)

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